“Da
Lanfranco”: così, semplicemente, viene chiamato in
tutta la Valdibisenzio il negozio (o meglio “la
Bottega”). L’apertura della “bottega” risale al
bisnonno Cangioli, la cui figlia Giuseppina sposò
Brunetto Santi, che negli anni ’60 lasciò al figlio
Lanfranco. Questi insieme alla moglie Ada sposata
nel 1956, ne assunse la conduzione.
Da sempre oltre al punto fisso (all’inizio in piazza dell’Olmo) era consuetudine la consegna e il ritiro della merce (soprattutto formaggio, pollame, vino) porta a porta. Ogni mattina si partiva con il cavallo per andare a ritirare la merce, poi da rivendere in negozio, nei casolari sparsi e sperduti nei boschi antistanti Migliana. Così le uova, la ricotta e il pollame erano freschi tutti i giorni .Si ritirava dai pastori soprattutto il formaggio che oltre ad essere venduto veniva anche “giocato” a carte nella bottega fino a notte fonda, magari accompagnato da qualche quartino di vino. Cosi era frequente vedere uscire a tarda notte clienti con sacchi pieni di forme di formaggio, bottino di una serata passata a giocare a scopa, briscola e ventuno. Lanfranco faceva anche il norcino.
Così
sotto le feste la sera si andava nelle case ad
“accomodare” il maiale: salsicce, capocchia,
prosciutti e tutto il resto veniva preparato per
essere consumato durante l’anno. Durante la stagione
invernale, le castagne e la farina dolce impegnavano
tutta la giornata. Si andava a Prato e a Firenze,
sempre con il cavallo e il calesse, a vendere i
prodotti della nostra zona compreso, sotto Natale,
qualche ramo di pungitopo appositamente rilegato, a
mo’ di fastello, la sera prima a casa mentre
bollivano i ballotti. Nella bottega con gli
alimentari si vendevano anche chincaglieria e
merceria oltre ad avere licenza di mescita (bar).
Nel 1967 il negozio si trasferì in un locale più grande, quello attuale dove si iniziò anche l’attività di trattoria poi ampliato nel 1976 con nuove strutture sotto il nome di Ristorante La Castagna ancora oggi funzionante.
Nel 1993 la conduzione dell’impresa familiare passò nelle mani del figlio minore Alessandro.
Con la cessione del ristorante nel 1994, si
ritorna alle origini: solo e soprattutto
bottega.